vivosunamela

19:39
martedì, 23 giugno 2009
L’assetto politico è minacciato da congiure bolsceviche ancora oggi, a vent’anni di distanza dalla caduta del muro di Berlino. Ti ricordi quella pesante cappa da blocchi contrapposti? Bene, ora ci si può mescolare con maggior Letizia e rischiare il tonfo sotto titoloni rossi che inneggiano a scopate mortalmente pericolose. Scosse annunciate e scosse di magnitudo 4.5 sul solito povero Abruzzo.
Qui, le questioni morali si sprecano e non ce n’è una che valga la pena di assecondare con la piccola pretesa di cambiar le cose. L’aria è così viziata che manca l’aria, se parafraso Gaber.
Se la congiura è rossa, la crisi economica è nera, per la sua spietata concretezza, non per scelte di campo. Finisce il secondo mese senza lavoro e nell’aria viziata non circola nessuna buona notizia. Dimmi, riesci ancora a farti di indici Nikkei e rimpasti governativi?
categoria del Post: politica, succede adesso
11:11
lunedì, 16 marzo 2009
categoria del Post: sticazzi, visto in giro, succede adesso
16:17
venerdì, 13 marzo 2009

Ammetto: ho passato l’ultimo periodo su Facebook.

Alla fine sono stata costretta a diventare come tutti gli altri. Ovviamente ci sono dei vantaggi, diciamo che lo utilizzo in maniera più informativa, con una serie di link a notizie e video che mi interessano per poi renderne partecipe tutti i miei contatti. In questo modo faccio girare articoli che sensibilizzino verso determinati argomenti che mi premono.

Contro c’è che vengo ripetutamente invitata a gruppi cattolici e a manifestazioni che non rispecchiano propriamente il mio orientamento politico. Inoltre ci sono circa 7500 inutili test pseudo psicologici che sono invitata a fare ogni giorno, con dei risultati quanto meno cretini.

Tuttavia ho recuperato qualcuno dei famosi compagni di scuola perduti chissà dove (in realtà lo sapevo benissimo e valeva pure la pena lasciarli dove stavano), oltre agli altri miliardi di persone incontrate e perdute per strada. È sbalorditivo il fatto che poi ti aggiungano come “amico” delle persone con le quali i rapporti si sono interrotti nel peggiore dei modi, in stile punizione esemplare e nessuno scambio di opinioni. E se ricevo l’invitino che faccio? La preziosa? L’orgogliosa? O semplicemente clicco ok e me ne frego? Così di colpo mi ritrovo catapultata nella vita di persone che me ne hanno scacciata, che ora smaniano quasi di farmi vedere come sia diventata perfetta la loro. Ma a me? Che mi frega? Niente. Soprattutto di quelle foto in stile “Vedete? Ora scopo anch’io!”.

Il risultato è che ora passo molto più tempo a vedere le foto degli altri, che a scrivere. Quando me ne viene la voglia sono quasi sempre troppo stanca per mettermi a buttar giù parole. Mi si sta atrofizzando il cervello a dar da mangiare al mio animaletto virtuale in Pet Society.

Ancora non dispero e vi lascio il link a due articoli che ho scritto in questi mesi per libera informazione.

categoria del Post: internet, visto in giro, succede adesso
17:37
lunedì, 09 marzo 2009

È così. Vivere diventa procacciarsi il cibo, pagare bollette, affitto, tasse e desiderare almeno la libertà di scorrazzare il weekend sul sedile di una macchina e fingere di assaporare le cose ancora distrattamente, senza ingordigia, senza il bisogno vitale di respirare e prendere quelle boccate d’aria trattenute per il resto del tempo.

 

Respirare è sempre più faticoso, anche se arrivano le prime giornate che annunciano la primavera.

 

Un’altra primavera in cui rinascere in nuove sembianze dettate dalle righe di un curriculum vitae. È reinventarsi ancora ad un nuovo indirizzo.

 

Un’altra primavera è perdere cose accumulate nel corso dell’inverno. Un letargo al contrario.

categoria del Post: lavoro, futuro incerto
16:00
venerdì, 26 dicembre 2008
categoria del Post: musica, canzoni, sottopelle
20:12
mercoledì, 17 dicembre 2008

Ieri l'amministratore delegato mi ha mandato in farmacia a ritirargli il viagra.

categoria del Post: lavoro, sticazzi, succede adesso
11:41
venerdì, 05 dicembre 2008

I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali. E il risultato è drammatico. Tutte le «operazioni» che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica.

 

ENRICO BERLINGUER

categoria del Post: citazioni, politica
10:24
venerdì, 21 novembre 2008

Dalla direzione centrale di Milano, è arrivata una limitantissima policy per l’utilizzo degli strumenti informatici. Le solite menate sul fatto che i pc contengano dei dati molto sensibili e che possiamo entrare solo su siti sicuri, niente posta elettronica personale e guai ad utilizzare quella dell’ufficio per fini personali, e non installate software non autorizzati ecc ecc. Il risultato è che non posso guardarmi neppure le notizie su Repubblica senza sentirmi in colpa. Poi arriva l’ad che mi ordina di spedire dalla mia casella di posta elettronica marchiata dalla ditta, preventivi di BMW per mezza Italia. Il colmo sarebbe essere cazziata per questo, ma in fondo basta guardare come son vestita per capire che non è mio quel preventivo per una BMW 750i dalla modica cifra di 100mila euro.

D'altronde il nostro ad è uomo degno di nota. Frequenta locali d’elite dove ti servono in livrea e guanti bianchi, è vietato tenere il cellulare acceso, ogni portata costa quanto un paio di nike, e ai quali si accede solo per diritto divino o su raccomandazione di illustri personaggi. Non sa usare il computer ma questo non gli impedisce di chiederti delle soluzioni che neppure Bill Gates riuscirebbe a trovare. È capace di chiederti di scrivere gli sms per lui, di mandarti in giro per mezza Milano per delle refill per una fantastica penna comprata negli States che di migliore non ce n’è, o per tutta Bologna per acquistare un dvd di Spiderman.

Io ultimamente mi sveglio particolarmente nervosa, chissà, magari in conseguenza del crollo delle borse, o perché l’idea di far da badante ad un uomo poco più vecchio di mio padre, studiato da ragioniere, con improvvisi vuoti di memoria in cui si incazza perché tu non sai assolutamente a chi si stia riferendo nelle sue elucubrazioni (tipo Emilio Fede, insomma), ti spinge ad odiare il genere umano e a lanciare ripetutamente maledizioni verso qualsiasi oggetto fuori posto in casa, la spazzatura sul balcone, le chiavi che non si trovano dentro la borsa. In fondo il pensiero di anni di università, corsi, master per poi finire dietro ad uno scorbutico sessantenne che ti pronuncia l’inglese come se stesse conducendo TRL su Mtv, ti spinge un po’ ad odiare il mondo là fuori.

La mattina sto male.

Altra causa di profondo malessere sono le persone che camminano piano. Mentre tu cammini spedita, quasi come un novello superman, d’improvviso ti blocchi davanti all’ostacolo di quelle che vanno in ufficio con tacco 12 e che per motivi di difficoltosa deambulazione camminano come fossero sulla scalinata di San Remo. Altro caso più imbarazzante, quello delle vecchine con le sporte della spesa, che, tra larghezza del bacino e dimensioni delle sporte, occupano tutto il marciapiede. Non puoi imprecare senza sentirti una merda.

Poi fino all’ufficio incontri almeno 15 persone che ti vogliono rifilare un giornale, tra quelli che distribuiscono freepress come Leggo, City, Metro, Il Bologna e quelli che vendono Piazza Grande di due mesi prima.

Io ne ho per tutti e sbraito in sardo a voce alta, perché tutti lo sappiano che oggi l’ad non lo reggo proprio.

categoria del Post: lavoro, sfoghi, sticazzi, succede adesso
15:58
giovedì, 13 novembre 2008

Free Blogger

categoria del Post: politica, blog
12:58
martedì, 11 novembre 2008

Certe volte mi manca Firenze. Mi manca la sua bellezza a primavera, quando tutto si rianima, riprende i suoi colori, si inizia a riempire di turisti senza essere asfissiante. Mi manca sedermi in riva all’Arno a leggere un libro, mi mancano le passeggiate sul Lungarno, l’ansia di vederti, di mettermi una gonna corta e truccarmi gli occhi di celeste. I baci dati su di un muretto che mi graffiava le cosce e quel principio di estate che mi infiammava tutta.

Mi manca la spensieratezza e la paura di quella avventura senza soldi e piena di speranze. Mi mancano Giulio e Filippo e il loro farmi sentire sempre a casa.

A Bologna inizia ad arrivare la prima nebbia e mi si ingrigiscono gli occhi. Mi sveglio ogni giorno in un letto lontano centinaia di chilometri dal tuo. Non ci sono appuntamenti sotto casa, furtivi ed eccitanti. Ci sono mille preoccupazioni per il futuro e una forza diversa. Niente è più lo stesso.

La solitudine non è più vera solitudine.

Avrei voglia di tornare a sedermi sui gradini del duomo a sfiorarci di nascosto, a desiderarci, a cercarci, quasi sicuri che tutto sarebbe durato poco. Un attimo. Niente.

Vorrei ancora giocare a questa spensieratezza e non sentire quanto tutto questo sia diventato una faccenda seria. Non vorrei sentirmi vuota ogni volta che ci separiamo.

Più Bologna diventa grigia, più sento che dove ci sei tu, è tutto più luminoso. Il verde più verde, l’azzurro più azzurro ed io bianca e rosa, non grigia.

E forse Firenze mi manca solo perché è legata a te, perché ho respirato una libertà tutta nuova.

Di potermi inventare. Di potermi sentire viva senza vergogna. Di poter cancellare lo sbagliato e iniziare da una nuova riga, ancora bianca, ancora intatta.

È stupido pensare a tutto questo, mentre ancora ieri piangevo come una bambina per le umiliazioni dei grandi. È stupido pensarci e colorare tutto a tinte forti. Accese, accecanti che mi divertono e mi catturano. Ma sento anche il retrogusto di una malinconia, quella che deve avere l’amore, che mi intorpidisce i sensi intrappolandomi nella nebbia.